giovedì 22 aprile 2010

La generazione delle mozzarelle

Oggi sfogliando "La Stampa" ho letto un articolo che parlava della crescente tendenza dei giovani a fare uso di Viagra. Alcuni che hanno cominciato a prenderlo sin dalla loro prima volta, perchè colti dalla proverbiale "ansia da prestazione". Tanti che imperterriti continuano a prenderlo senza un reale bisogno.
Premetto che per quanto riguarda la mia modesta opinione, tutta quella schiera di ragazzi che assumono sostanze di qualsiasi tipo per alterare o migliorare le proprie capacità o condizioni, fisiche o intellettive, possono tranquillamente andare incontro a una morte prematura. Si potrebbero catalogare questi decessi come selezione naturale basata sull'intelletto anziché sulle capacità fisiche, responsabile della morte mirata di persone stupide (ovviamente è solo una breve parentesi che andrebbe approfondita in altra sede e sono costretto a essere sintetico e impreciso, perciò non sentitevi originali se colti dallo stimolo a ribattere).
In ogni caso, l'impressione che si ricava da questo andamento (e non solo per il viagra ma anche per le droghe, gli alcolici e anche tutti i medicinali), è quella di una tendenza a sottovalutare le capacità del corpo umano, o comunque che ci sia un totale disinteresse ad utilizzarle appieno.
Presumo che più o meno tutti abbiano coscienza di quale sia il tipo di lavoro che si fa durante una sessione in palestra. Per chi non lo sapesse sintetizzo: il muscolo A solleva un peso di massa X con costanza finché non aumenta e conseguentemente il peso non provoca più sforzo. Successivamente si usa un peso di massa X+1 e così via. Quello che molte persone non capiscono, non sanno o nemmeno immaginano (o forse non vogliono capire, sapere o anche solo immaginare), è che il corpo umano applica lo stesso sistema anche a tutto il resto. Per questo più si fanno esercizi su qualcosa e meglio li si riesce a svolgere con il passare del tempo, che siano problemi di matematica o trazioni alla sbarra. Un'altra cosa simile è il sistema immunitario. Più si entra in contatto con batteri ed agenti patogeni, più il sistema immunitario è stimolato e quindi si rafforza.

Il bello di tutto questo però, è che esiste anche il lato opposto. Infatti, meno ci si esercita e più le facoltà si riducono. Oppure, che è equivalente, più si utilizzano strumenti e sostanze che svolgano le stesse funzioni e meno sarà il corpo a lavorare, quindi anche in questo caso le capacità si ridurranno.
Gli integratori, come il nome suggerisce, integrano, quindi colmano la differenza tra il livello attuale e il livello necessario, impedendo che sia il corpo a colmare questo divario.
I medicinali potranno anche essere utili, ma bisognerebbe ridimensionare il concetto di necessari. Oggi la tendenza è risolvere tutto con una pillola, ma in base a quello che ho già detto, non si tratta di una vera e propria soluzione definitiva, ma solo temporanea. Anzi, favorisce solo l'estendersi del problema. Nel caso delle malattie ci si trova a confronto con organismi molto più bravi degli esseri umani in fatto di adattamento. Per ogni medicina o vaccino studiato per combattere una batterio, un virus o simili, questi evolveranno e si adatteranno per essere resistenti. Verranno studiati medicinali più potenti, e nuovamente si adegueranno, mentre l'uomo resterà sempre lo stesso, senza compiere alcun tipo di miglioramento.
Per fare un esempio stupido, sarebbe come noleggiare un marcantonio tutto muscoli perchè ci porti la spesa fino al nostro appartamento al quinto piano. Ma potrebbe arrivare un giorno in cui non avremo più soldi per pagarlo, lui stesso non riuscirà più a trasportare tutto oppure ci sarà penuria di tizi muscolosi, e non avremo le capacità per provvedere a noi stessi.

Dopo tutta questa trafila, per tornare a viagra, doping, droghe e quant'altro, ormai si assumono come caramelle, lasciando dei corpi deboli e miseri. Tutto questo senza contare che possedere un fisico e una mente assuefatta all'aiuto di fattori esterni è, almeno a mio avviso, una cosa abbastanza avvilente e patetica, un po' come vivere tutta la vita sulle spalle dei genitori. Al giorno d'oggi sembrano non esistere più gli uomini (o le donne) dotati della volontà di contare sulle proprie forze, perchè in fin dei conti si tratta solo di forza di volontà.

martedì 16 febbraio 2010

L'attività fisica - come cominciare

Ok, questa volta vediamo dei consigli pratici per cominciare a fare sport. La prima volta è dura, lo so, ma anche solo infilare la tuta sarà un passo avanti per adesso.
Se non si ha mai fatto niente, o è da tanto che non si pratica, è fondamentale sciogliere un po' i muscoli e scaldare le articolazioni. Anche se non lo specifico di volta in volta, quando si fa un esercizio per una parte del corpo, destra o sinistra, o con un movimento specifico, verso destra o verso sinistra, è buona norma ricordarsi di ripetere l'esercizio per la parte opposta o con movimento opposto. In allenamento poi, l'ideale dopo aver esercitato un muscolo sarebbe fare lo stesso con il suo antagonista (es.: alleniamo i bicipiti dopo di che i tricipiti).
Quindi, un po' di riscaldamento: circonduzione della testa, del busto, del bacino, delle ginocchia e dei piedi, un po' di piegamenti sulle gambe e poi qualche minuto di saltelli sul posto muovendo le braccia. Questo serve a far aumentare la circolazione e a sciogliere i muscoli (tutto quello che ho detto la volta scorsa), quindi non è importante che siano alti, anzi, ma che siano cadenzati e continuativi.
Dopo 2 o 3 minuti così (ma anche 5 che non fanno male), fare 15 o 20 minuti di corsa. Chiudete le mascelle, sono ancora pochi. Tanti poi sbagliano con la corsa. Cominciano come dei centometristi sentendosi dei fenomeni perchè stanno facendo sport, cosa per loro straordinaria, ma col solo risultato di stancarsi presto e dire addio alla possibilità di ripetere l'esperienza. Meglio cominciare da un'andatura blanda, partendo dai saltelli di prima si cominci a spostarsi in avanti. La cosa più importante è mantenere costante la frequenza cardiaca, quindi meglio una corsa lenta (o anche molto lenta) ma prolungata, piuttosto che una molto veloce ma molto breve. Il lavoro aerobico (quindi che mantenga stabile la respirazione cellulare) può essere protratto per molto più tempo di quello anaerobico. Altra cosa fondamentale: la respirazione cellulare, com'è ovvio, coinvolge anche i muscoli e si può controllare attraverso la respirazione polmonare. Per rendersi conto di questo è sufficiente provare a fare dei piegamenti sulle braccia come meglio vengono e tenere il conto personalmente di quanti se ne riescono a fare. Dopo un po' si riprovi, ma questa volta il conto lo si faccia tenere ad un altra persona, mentre ci si concentra a mantenere una respirazione regolare (regolare non vuol dire giù > inspiro e su > espiro, ma stando più o meno sullo stesso ritmo che si ha quando si è a riposo). Se fatto bene, noteremo che in quest'ultimo caso il numero di ripetizioni è più alto che nel precedente.
Quindi, anche quando stiamo correndo si applica lo stesso principio. La respirazione aumenterà ovviamente di frequenza, ma non si deve farsi distrarre dallo sforzo in modo che ci siano lunghi periodi di apnea. Allo stesso modo una respirazione troppo affrettata avrà lo stesso effetto. In breve ci si sentirebbe affaticati e la risposta muscolare diminuirebbe. Meglio è concentrarsi sulla respirazione, concentrare la mente sull'aria che entra e che esce. In più, fare dei respiri quanto più possibili profondi, cercare di espandere il più possibile i polmoni. Maggiore l'espansione polmonare, maggiore l'ossigenazione del sangue e più il sangue è ossigenato più ossigeno arriverà alle fibre muscolari che potranno svolgere una funzione migliore grazie a una migliore respirazione cellulare. Il principio è grossomodo lo stesso che fa ardere maggiormente una fiamma quando ci si soffia sopra.
Come ultima cosa sarebbe una buona cosa aumentare gradualmente l'andatura e magari, prima di fermarsi fare uno scatto in velocità.
Finita la corsa è importante fare stretching. Cosa che in molti sottovalutano, è in realtà fondamentale. Non entro nello specifico perchè nel prossimo post parlerò proprio dell'allungamento muscolare.
Direi che ora si possa andarsi a fare la doccia.

venerdì 12 febbraio 2010

Poste italiane

Io penso che nell'epoca del digitale non sia assurdo poter usufruire di servizi 24/7. Che l'automazione dei processi possa evitare inuli problemi delle code. Invece, se vuoi iscriverti al sito di Poste Italiane, potrai avere i tuoi dati d'accesso comodamente il giorno dopo la registrazione dei tuoi dati tramite raccomandata... IL GIORNO DOPO!?!? Con l'e-mail loro usano la RACCOMANDATA?!?!?
Per non parlare dei servizi agli utenti, disponibili dalle 06.00 alle 23.30... MA NEANCHE CI FOSSE BISGONO DI UN IMPIEGATO PER FARE UN TRASFERIMENTO DI DENARO VERSO UNA POSTEPAY!!!!
Mi sento inerme davanti a cotanta ottusità...

giovedì 11 febbraio 2010

Lo sforzo fisico - consigli per principianti

Oggi voglio parlare, come avrete intuito dal titolo, dello sforzo fisico per i neofiti.
Per sopportare in maniera ottimale lo sforzo fisico, l'atleta deve prima di tutto avere una solida base mentale, poichè non è solo questione di preparazione fisica.
É vero che con esercizi specifici è possibile allenare anche la durata massima del proprio esercizio, ma un buon approccio è sempre il primo passo.
Se è la prima volta che ci si approccia all'attività fisica, la prima impressione, naturale, sarà di scarsa resistenza in termini di durata e affaticamento, in certi casi accompagnato a dolore, senza che se ne ricavi alcun beneficio apparente o in qualche modo rilevante. Questo in gran parte perchè si tende a sopravvalutare le proprie capacità col risultato di avere una resa inferiore a quella che si avrebbe con un sistema ottimale a parità di fattori.
É meglio cominciare con del riscaldamento blando. Questo diminuirà il rischio di lesioni muscolari durante lo sforzo e la viscosità, aumentando la capacità e la velocità di contrazione dei muscoli.
Cominciare con movimenti larghi, lenti e generalizzati per arrivare gradualmente a movimenti sempre più stretti, veloci e specifici di particolari gruppi muscolari. La parola chiave è gradualmente.
Già con questo presupposto la prestazione vera e propria risulterà più performante.
Durante l'attività fisica vera e propria c'è una cosa fondamentale da tenere in considerazione. Qualsiasi atleta, anche il più preparato fisicamente, prova senso di affaticamento. L'atleta allenato però ha imparato col tempo a superarlo. Non è possibile fare attività fisica e non provare fatica. Se si vuole fare attività fisica però, è possibile imparare a conviverci, e questo principio prescinde il sesso, l'età e la condizione fisica di partenza.
Inizialmente lo sforzo sarà dovuto perlopiù alla volontà, col tempo questo senso di fastidio tenderà a diminuire, sostituito dal senso di appagamento.
Un ultimo appunto. Per chi fosse motivato, e la motivazione all'inizio può essere una buona spinta, non bisogna arrendersi alla prima impressione negativa. L'allenamento è una cosa che richiede tempo perchè dia dei risultati visivamente apprezzabili dal punto di vista della forma fisica, ma per quanto riguarda le prestazioni si posso vedere miglioramenti anche nel breve termine. Prendiamo per esempio la corsa. Provate a prendere il tempo della vostra prima corsa e a confrontarlo con quelle successive (sempre considerando un allenamento regolare, di almeno 2 o 3 volte a settimana). A parte casi estremi, i risultati saranno gratificanti.

martedì 9 febbraio 2010

Etica della preda, etica del cacciatore

Oggi è uscito un bell'argomento di discussione, di quelli sui quali si può intavolare una bella polemica costruttiva. Si è cominciato a parlare di pellicce, quindi immaginerete la varietà d'opinioni.
Io personalmente non sono contrario alle pellicce, nonostante sia contrario al maltrattamento degli animali.
L'essere umano è onnivoro ed è naturale che il cacciatore uccida una preda per nutrirsi. Quello che non è naturale è causare volutamente un'eccessiva sofferenza in questo processo. In natura l'omicidio è previsto, ma il modo è totalmente diverso. C'è dignità, c'è onore, c'è rispetto.
Prima di tutto si parte sempre da una situazione di equilibrio, non ci sono casi di eccessivo vantaggio/svantaggio, mai. Per questo un predetore quando raggiunge una preda si è guadagnato il proprio pasto. Similmente, quando la preda sfugge il predatore si è guadagnata la propria vita. Nel caso degli esseri umani però è diverso. L'uomo non si guadagna onorevolmente la carne che mangia, perchè quand'anche gli animali uccisi non fossero allevati, vengono cacciati con l'ausilio di trappole e armi da fuoco.
Per chi avesse letto "Il vecchio e il mare" di Hemingway potrebbe trovare familiare questo discorso.
Per gli animali allevati penso sia pure peggio. Pensate di svegliarvi una mattina, avendo passato tutta la vita con la convinzione di essere liberi, e capire che siete nati e cresciuti solo perchè qualcuno ha deciso così, programmando che in futuro sareste stati utilizzati per uno scopo ben preciso, già prefissato.
La natura ha stabilito che non fosse un crimine uccidere per nutrirsi, a patto che lo scontro fosse equo.

L'ennesimo fallimento delle pubbliche istituzioni

É scandaloso. Com'è possibile che non ci sia la possibilità di avere un'informazione sicura in una struttura pubblica? Nell'epoca del digitale dovrebbe essere possibile digitare una qualsiasi stringa di testo e ottenere immediatamente le informazioni di cui si ha bisogno. Invece l'itinerario di stamattina è cominciato dall'Ospedale di Novara per prenotare un esame, dove mi è stato detto che questo esame lì non viene effettuato. Mi è stato quindi consigliato di rivolgermi a Galliate, dove con ASSOLUTA CERTEZZA avrei avuto una risposta positiva. A Galliate mi hanno consigliato Novara, quando ho detto che venivo da lì mi hanno consigliato Trecate, a Trecate mi hanno detto che non lo fanno e di provare a rivolgermi una struttura più grande come quella di Milano. In totale, una mattinata buttata nel c***o.

lunedì 8 febbraio 2010

Primo post

Con questo si apre. Tutto scorre