Oggi è uscito un bell'argomento di discussione, di quelli sui quali si può intavolare una bella polemica costruttiva. Si è cominciato a parlare di pellicce, quindi immaginerete la varietà d'opinioni.
Io personalmente non sono contrario alle pellicce, nonostante sia contrario al maltrattamento degli animali.
L'essere umano è onnivoro ed è naturale che il cacciatore uccida una preda per nutrirsi. Quello che non è naturale è causare volutamente un'eccessiva sofferenza in questo processo. In natura l'omicidio è previsto, ma il modo è totalmente diverso. C'è dignità, c'è onore, c'è rispetto.
Prima di tutto si parte sempre da una situazione di equilibrio, non ci sono casi di eccessivo vantaggio/svantaggio, mai. Per questo un predetore quando raggiunge una preda si è guadagnato il proprio pasto. Similmente, quando la preda sfugge il predatore si è guadagnata la propria vita. Nel caso degli esseri umani però è diverso. L'uomo non si guadagna onorevolmente la carne che mangia, perchè quand'anche gli animali uccisi non fossero allevati, vengono cacciati con l'ausilio di trappole e armi da fuoco.
Per chi avesse letto "Il vecchio e il mare" di Hemingway potrebbe trovare familiare questo discorso.
Per gli animali allevati penso sia pure peggio. Pensate di svegliarvi una mattina, avendo passato tutta la vita con la convinzione di essere liberi, e capire che siete nati e cresciuti solo perchè qualcuno ha deciso così, programmando che in futuro sareste stati utilizzati per uno scopo ben preciso, già prefissato.
La natura ha stabilito che non fosse un crimine uccidere per nutrirsi, a patto che lo scontro fosse equo.

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